"Il Fatto Quotidiano" - 4 luglio 2014

Trash-chic, i primi cent’anni delle cravatte ‘Marinella’ e l’abbuffata che sfama l’Africa

Tu chiamali se vuoi chef. Risottata benefica, paccherata di solidarietà, polpettone farcito di buone intenzioni. Paola Bertini, cucina tanta roba ma la sua generosità ai fornelli è solo una microscopica parte. I proventi della sua Associazione “Il Buongustaio” vanno in Africa dove ha già realizzato sei pozzi d’acqua in Niger e uno in Zambia, ha riedificato un asilo in Etiopia che dà da mangiare a oltre 250 bambini e un altro pozzo è in costruzione in Brasile. Tra i suoi supporter l’amico e showman Enrico Bertolino. La manodopera ai fornelli è invece a carico della famiglia. A darle una mano le figlie Monica e Federica, la mamma Mariarosa, il marito Gigi e perfino il nipotino Luca. Gli antichi sapori della cucina bergamasca, sua terra d’origine, invece glieli ha tramandati la nonna che due volte al giorno ‘attovagliava’ otto figli. La signora Bertini, insieme a Roberta Schira, penna gourmet del Corriere della Sera, si sono messe ai fornelli della trattoria contemporanea “Nun è peccato” su invito di Mimmo di Marzio per la soiréé “Chef, che passione”. Mentre Fabiana Piantieri, la padrona di casa, appena insignita con “Piatto d’argento” dall’Accademia di cucina, si prodigava in parmigiane di fiori di zucca Roberta deliziava i palati con paccheri con burrata, pomodorini caramellati e olio d’oliva al basilico.

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" Corriere della sera" - 27 Settembre 2013

Un peccato di gola da Fabiana non è peccato

La cucina italiana non esiste, esiste la cucina delle regioni, 
anzi quella dei campanili.

Mai stato più vero come per la cucina campana la quale, offuscata dall’ombra lunga della pizza (e in questo locale coraggiosamente non la si fa),
raramente ha modo di sventagliare la coda in tutta la sua opulenza:
arancini, mozzarelline in carrozza, paste cresciute, parmigiana di melanzane o di zucchine, polpettine,
pizza ma con la scarola, spaghetti, polletto alle «fumarole», caprese e pastiera.

Fabiana Piantieri, cresciuta nell’elegante via Caracciolo a Napoli, sotto il consiglio di buoni studi classici è la regina di Non è Peccato:
il perfetto ossimoro culinario della trattoria di gran classe che, aperta da pochi mesi, è già una sfida vinta.

Superbo l’elenco dei primi con i paccheri cotti davvero al dente (De Cecco), per metà nell’acqua e per metà nel sugo, come sanno i veri gourmet.

Cuochi, camerieri, patronne, ingredienti: tutto qui viene da Napoli, tranne il pesce che prima di entrare in cucina deve superare l’esame dell’amo e arriva dal nostro invidiatissimo Mercato Ittico.
Emanuele Riccio, sarà banale, ha imparato tutto dalla mamma e rappresenta una vera ricchezza per Milano.

Dimenticate tutto quello che avete letto e andateci anche solo per il pane (cotto in un normalissimo forno elettrico):
niente di simile assaggiato prima d’ora.

Schira Roberta

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"Chinaples / Napolitan Lifestyle" - 01/07/2013

PIZZELLE, FIORILLI, MOZZARELLA: MILANO CHIAMA NAPOLI CON LA TRATTORIA CONTEMPORANEA “NON É PECCATO”

“L’unico modo di liberarsi da una tentazione è cedervi”, lo sosteneva Oscar Wilde ed è una delle frasi scelte da Fabiana Piantieri, imprenditrice napoletana con la passione della ristorazione per accogliere chi entra da “non è peccato”  il locale che ha deciso di aprire nel centro di Milano.

Ama definirla trattoria contemporanea e nasce dall’idea di portare a Brera l’eccellenza della tradizione gastronomica partenopea apprezzata in tutto mondo ma rivisitata in chiave moderna.
L’ambiente raffinato ed accogliente richiama un bistrot newyorkese, i profumi e i sapori sono mediterranei in una piacevolissima combinazione. e allora “non è peccato” cominciare dalla fritturina di antipasto che va dalle “paste cresciute” alla mozzarella in carrozza, dalle montanare, ai “fiorilli in pastella” . “Non è peccato” assaggiare la parmigiana di melanzane – secondo ricetta originale – o quella di zucchine per approdare ad uno dei tanti primi: come le pennette allo “scarpariello”, gli spaghetti alla nerano o con i lupini.

Ma può capitare che il cuoco sia particolarmente ispirato da un ingrediente freschissimo trovato al mercato e si cimenti in un piatto fuori menù…qui si può mangiare il vero coniglio all’ischitana – e il pesce è sempre appena pescato “all’amo” – ci tiene a precisarlo Fabiana Piantieri – perchè aggiunge: ” la sfida è anche sulle materie prime, lì – oltre che in cucina – si fa la differenza”.

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Artù / Maggio Giugno 2013
Pag. 28, 29, 30

La passione di Fabiana Napoletanità vincente

Apre a Milano un ristorante di schietta impronta napoletana e ischitana.

Raffinate proposte di gusto e sostanza in cui dominano sfiziosità, i primi piatti di grande struttura, secondi di pesce.

Il contesto contemporaneo, dominato da atmosfera soft ed elegante convivialità, crea ambientazioni inedite.

Il ristorante Non è peccato si trova a Milano, nel cuore di Brera e promette molto bene: lontano da mode effimere e fortemente caratterizzato per qualità dell’offerta.

Vini campani, italiani e internazionali.

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"PANORAMA.IT" - 14/06/2013

Le feste vip della settimana

Non è peccato divertirsi.

Una divertentissima serata “starring” Cristiano Malgioglio e Wanda Fisher. mitica corista di Mina, Vasco Rossi e tanti altri.

Il cantante era appena reduce dal set del nuovo video del gettonatissimo Fedez. Ha intonato la sua ultima it “Bella Figlia, così come la Fisher ha intonato canzoni soul.

Il tutto si è svolto al ristorante milanese “Non è Peccato”, in via dell’Orso sotto lo sguardo divertito della patron Fabiana Piantieri: per tutti una cucina napoletana, compreso il pane ai friarielli, di alta classe

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"Il Giornale" - 16/05/2013

«A due passi dalla Scala i veri sapori di Napoli»

Per chi ha buona memoria musicale, «Non è peccato» è una romantica canzone di Peppino di Capri.

Un titolo scelto non a caso da Fabiana Piantieri, brillante signora partenopea da dieci anni a Milano, per il suo sogno nel cassetto: un ristorante di qualità dove celebrare la sua passione per la cucina e le eccellenze della tradizione napoletana.

Il sogno si è materializzato tre mesi fa nella centralissima via dell’Orso, a due passi dalla Scala, che all’ora di pranzo pullula di businessmen e avvocati come il marito. Detta così, sembra il classico uovo di Colombo in una città, pardòn in un pianeta, dove i ristoranti napoletani proliferano dalla notte dei tempi.

Fabiana ha voluto però giocare una carta inedita e consapevolmente azzardata. Bandita rigorosamente la pizza, «uno stereotipo che ha amalgamato verso il basso un’identità culinaria ricca di segreti».

Anche il format estetico del locale va controcorrente, in un design elegante stile bistrot newyorkese e senza alcun ammiccamento al folclore. Insomma, niente frizzi, lazzi e ostentazioni vernacolari.

Nel menù, anzichè proverbi dialettali, compaiono citazioni di Oscar Wilde dedicate al fascino irresistibile delle tentazioni. Già. Come quella di profumi e sapori dimenticati dai nostalgici della cucina «di mammà», quella dove il pomodoro sapeva di sole, le melanzane sono quelle dell’orto e la frittura all’italiana è profumata e spumeggiante. E, seduti a tavola, la scommessa di Fabiana si materializza come un film in 3D e allora capisci perchè la «regina margherita» sia la grande esclusa. «Volevo abbattere i luoghi comuni ed esaltare i nostri sapori. L’ho fatto con gli occhi di una consumatrice impenitente che pochi mesi fa ha deciso di buttarsi in questo mondo soltanto per passione». Che da sola, ovviamente non basta per realizzare a regola d’arte piatti «storici» come gli spaghetti alla Nerano, il coniglio all’ischitana o la migliore parmigiana di melanzane. «Dai pomodorini al basilico, dai friarielli alla provola, ogni giorno ci approvvigioniamo esclusivamente da fornitori napoletani selezionati per ricreare le antiche ricette esattamente com’erano».

Il pane, invece, è fatto esclusivamente dalle mani dello chef Emanuele Riccio come l’ottima pasticceria su cui spiccano specialità indimenticabili come la torta caprese e le delizie al limone.

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blog: “greenolive” - 30/04/2013

“Non è Peccato…” è la nostra ultima scoperta…
e non vediamo l’ora di tornarci!

La gentilezza così rara ormai, qui sembra essere di casa.
Il nostro cameriere ci ha proposto come antipasto un assaggio di tutto il ben di dio
che la cucina napoletana può offrire: arancini, paste cresciute, mozzarella in carrozza,
fiorilli, montanare, parmigiane e molto altro ancora.

Dopo l’abbondante antipasto abbiamo assaggiato spaghetti alla Nerano,
e un misto di pesce crudo.

Non contenti ci siamo lasciati deliziare dai dolci.

L’ambiente è molto curato e ricorda un loft Newyorkese che si distribuisce su tre livelli.
Al piano interrato è stata creata una saletta privata che può ospitare fino a 15 coperti.

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blog: “Menuale.it”

Nuove aperture e cambi gestione, le ultime da Milano.

Il locale ha preso il posto di un antiquario.
La proprietaria, Fabiana Piantieri, di origine napoletana, ha aperto questo bistrot contemporaneo da poche settimane ampliando il vecchio locale.

Dai toni caldi e molto ben curato, l’ambiente è strutturato a due piani.
Al piano terra con un bancone grande color avorio con sedie scure, ci sono dei tavolini in legno ben distanziati.

Al piano sopraelevato il leit motiv degli interni è analogo con un’atmosfera, se vogliamo, ancora più ricercata, visto l’elegante soffitto. Cucina tradizionale italiana con alcuni piatti partenopei.

Aperto dal lunedì al sabato dalle 12 alle 15 e dalle 19 alla mezzanotte.

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blog: “temperaitacchi.com” - 08/03/2013

La “Grillo” parlante e un angolo di Napoli a Milano…

Sono entrata in quel ristorante con la mia borsa e la sacca della palestra perchè nel primo pomeriggio avevo il mio corso del martedì al quale non rinuncio mai.

Mi sono detta ” mangio una cosina leggera visto che dopo mi alleno”, ma come
direbbe mio marito “zebbbra” alias ”zero”: impossibile entrare lì dentro se si intende rispettare un qualsiasi tipo di regime alimentare che non preveda per
esempio “montanare e pasta cresciuta” come stuzzichini e almeno un bel piatto di spaghetti nèrano (con le zucchine) per continuare.

Per non parlare dei mini tiramisù che ti portano con il caffè senza che tu debba neanche chiederli… quasi ti avessero letto nel pensiero.

Oltre ai sapori di Napoli non si può non sentire anche il calore di quella città. Fabiana, la proprietaria, e tutto il suo staff, sono di una gentilezza disarmante, sentirsi a casa è la cosa che viene più naturale dopo essersi tolti la giacca.

In un posto così…mangiare bene e per un giorno dimenticarsi della linea…”Non è peccato”.

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